Cosa sarebbe successo se il Festival invece che a Sanremo si fosse tenuto a Biella?

Cosa sarebbe successo se il Festival invece che a Sanremo si fosse tenuto a Biella?

La tocco piano: se nel 2021 il festival della canzone Italiana lo avessero messo su a Biella invece che a Sanremo?

Ok sembra un po’ una fularà ‘d Carvè fuori tempo massimo, ma visto che Biella è una città creativa Unesco è d’obbligo volare in alto, almeno con il pensiero.

Pensate, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di costruire un Teatro Ariston per l’occasione. Il cinema Impero è lì, vuoto e gratis.  D’altronde nessuno si  sarebbe mai dovuto sedere sulle comodissime poltrone della sala di via Gramsci. Quindi location…niun prublema.

Per la conduzione invece qualche ostacolo l’avremmo incontrato. Forse “patato” Amadeus si sarebbe pure convinto con un delivery all U can eat di Polenta e Cervo per un anno (non solo “oggi” come lungo la strada per Oropa). Pensiamo però che il suo compagno di merende Fiorello si sarebbe opposto con tutte le sue forze. Magari non conserva un bel ricordo di quando, nel lontano febbraio 1993, portò il suo Karaoke all’aeroporto di Cerrione.

Nessun problema, il vero biellese ha sempre un piano B, ovviamente low cost. A presentare il festival della canzone laniera avremmo chiamato il personaggio più popolare delle strade biellesi: Mauro Risolve.

Per Zlatan Ibrahimovic sarebbe stato impossibile trovare un passaggio in moto dal casello di Carisio mentre Achille Lauro sarebbe finito direttamente in via dei Tigli. Al limite li avremmo potuti sostituire con la prima punta del Villaggio Lamarmora e con una reunion dell’orchestra Genio e i Pierrots come ospiti fissi.

In via Italia il sindaco Corradino avrebbe steso un bel tappeto rosso a fare da passerella d’onore per le prime donne e gli artisti del festival, con il rischio per le signore in tacco a spillo di inciampare tra i cubetti.

Passando alle canzoni, la giuria demoscopica biellese avrebbe fatto trionfare con un plebiscito Orietta Berti, l’unica artista già conosciuta all’ombra del Mucrone. D’altronde tutti i giurati biellesi si ricordano, come se fosse ieri, delle sue esibizioni al Ferragosto Andornese negli anni Sessanta.

Ai Maneskin avremmo detto di tornare a casa (senza Marlena) perché il Babylonia di Ponderano è chiuso da decenni. La Rappresentante di Lista e Lo Stato Sociale dirottati alla sede del PD di Via Trieste. Francesca Michielin forse avrebbe cantato da sola, perché Fedez in quanto influencer sarebbe stato messo in quarantena alla Vialarda e avrebbe partecipato in DAD come Irama. Max Gazzè si sarebbe perso per trovare la farmacia di turno (Vernato o Masarone?).

Il dopo festival ovviamente al Piazzo, sperando che la funicolare non si blocchi per una rissa tra Morgan e Bugo. La Biella che Piaceva avrebbe curato la sala stampa (Rocco Tanica ci fai un baffo).

Insomma, la rassegna biellese sarebbe stata magari un po’ in sordina, povera di effetti speciali, ma sicuramente autentica.

Il festival che abbiamo immaginato non esiste e mai esisterà. Però noi di Feltyde possiamo farvelo vivere con un regalo originale e speciale: un pannello in plexiglass con riprodotta una vostra foto e il titolo della canzone che vi ha fatto battere il cuore. Perché anche se sono solo canzonette, in questo momento ne abbiamo drammaticamente bisogno!

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